Buoni propositi per il 2026 e mio rapporto con Instagram

Buoni Propositi per un 2026 Più Autentico e Rispettoso

Come ogni anno uno sguardo indietro e uno sguardo avanti…

Con l’arrivo del nuovo anno, mi riprometto di vivere in modo più coerente con ciò che davvero mi sta a cuore: un’esistenza rispettosa della vita, della natura e della mia libertà personale.

Continuerò il mio percorso vegano, scegliendo ogni giorno alimenti vegetali non solo per la salute mia e degli animali, ma perché credo che ridurre il consumo di prodotti animali sia uno dei gesti più concreti per diminuire l’impatto sul clima e sul pianeta. Non esistono animali di serie A e animali di serie B. Animali non sono ingredienti!

Mi impegnerò a essere ancora più sensibile verso la natura: osservare, ascoltare, proteggere.

Boicotterò, per quanto possibile, le grandi multinazionali che devastano foreste, inquinano mari e suolo, e contribuiscono al cambiamento climatico con pratiche insostenibili. Preferirò produttori locali, filiere trasparenti: piccoli gesti quotidiani che, sommati, possono fare la differenza. Lo sto facendo da anni e sarò sempre più agguerrita.

Rifiuterò di alimentare un sistema marcio che mette il profitto sopra la salute delle persone e del pianeta. Voterò con il portafoglio e forchetta, scegliendo qualità, etica e sostenibilità invece della convenienza a tutti i costi.

Coltiverò personalmente ortaggi, erbe e fiori nel mio piccolo spazio verde per riconnettermi alla terra, ridurre l’impronta ecologica e godere del sapore vero del cibo.

Promuoverò la biodiversità in ogni modo possibile: seminerò varietà antiche, lascerò spazi selvatici nel giardino, sosterrò progetti di conservazione. Perché un mondo ricco di specie è un mondo più resiliente e bello.

Siccome sono diventata nonna, voglio trasmettere ad Adam importanza di certe scelte e rimediare in certo senso errori fatti con propri figli. E ne ho fatti tanti..

So però che molte persone rifiutano di accettare punti di vista e stili di vita diversi. Per questo motivo, non farò più “propaganda” del cibo sano né dell’approccio vegano. Ognuno ha la propria libertà di scelta e porta da solo le conseguenze della propria alimentazione e del proprio stile di vita. Io mi concentrerò sul mio percorso e rispetterò il fatto che non tutti vogliono o possono seguire la stessa strada. E soprattutto – io stessa non cambierò mai il mio modo di pensare, di nutrirmi né di vivere solo per inserirmi nel gregge ed essere accettata dalla maggioranza. A costo di rimanere sola e incompresa.

Questi non sono semplici “propositi”: sono i valori che mi guidano ogni giorno. Nel 2026 li vivrò con ancora più consapevolezza, coerenza e gioia. Perché cambiare il mondo inizia sempre da sé stessi. Buon Anno a tutti.

Io e Instagram

Nato per condividere foto autentiche, oggi è un palcoscenico di vite perfette, filtri e marketing mascherato da contenuto genuino. Ma il prezzo di questa apparenza è alto, e sempre più persone – me incluso – sentono l’impulso di abbandonarlo.
Tra i fastidi maggiori ci sono i classici leoni da tastiera: commenti velenosi, insulti gratuiti e maleducazione cronica, spesso da profili anonimi. Poi gli influencer che si atteggiano a esperti di tutto: dispensano consigli su salute, finanza, relazioni senza alcuna qualifica reale, solo per vendere sogni e prodotti.
Un capitolo a parte meritano gli influencer culinari e di lifestyle: pubblicano ricette apparentemente semplici e invitanti, ma per averla completa devi “commentare RICETTA” o “scrivere SI” sotto il post. Così gonfiano l’engagement e l’algoritmo li premia. E durante la preparazione? Balletti improvvisati, versi di godimento esagerati (“mmmh!”, “ahhh!”), facce estasiate, suoni amplificati di crocchi e fruscii – tutto per cavalcare l’onda dell’ASMR o dei trend virali. Sembra di assistere a uno spettacolo teatrale più che a una ricetta reale, con movimenti forzati e reazioni finte che irritano chi cerca solo istruzioni pratiche.
Particolarmente fastidiosi sono quelli che si approfittano del trend vegano: promuovono corsi online a pagamento per “cucina vegana creativa” o “ricette plant-based rivoluzionarie”, ” come eliminare zucchero”, quando in realtà la cucina vegana è spesso semplice, basata su ingredienti base come verdure, legumi, cereali e spezie – roba che chiunque può imparare gratis da libri, blog o video non monetizzati. Eppure, vendono masterclass, ebook e coaching come se fosse un’arte esoterica, lucrando sulla buona fede di chi vuole cambiare alimentazione.
Dietro l’angolo arriva sempre la vendita: corsi, ebook, masterclass, collaborazioni con brand di prodotti o integratori. Tutto parte da una carota gratuita che in realtà è solo un’esca per il portafoglio.
L’arroganza dilaga: risposte sprezzanti a chi osa criticare, ostentazione di corpi perfetti, case lussuose, viaggi da sogno e vite private sbandierate come trofei. Yoga in abiti sexy, mutande e reggiseni… La voglia di apparire è totale: filtri, pose studiate, storie di “una giornata tipo” che sembrano spot pubblicitari. E per crescere? L’immancabile appello: “Commenta con un cuore se ti piace!”, “Tagga un’amica che deve provarla!”, “Condividi per non perdere la ricetta!” – una caccia ossessiva alla visibilità.
Studi (come quelli della Royal Society for Public Health e testimonianze di ex-influencer) confermano l’impatto negativo sulla salute mentale: confronto costante, ansia da prestazione, bassa autostima, soprattutto tra i più giovani. Molti utenti lamentano proprio questi video “overacted” – balli inutili, gemiti forzati, suoni esagerati e vendite aggressive – che trasformano una semplice ricetta in un circo fastidioso.
Personalmente, questa miscela di falsità, arroganza, maleducazione e marketing aggressivo mi ha esaurito. Le ricette trattenute in ostaggio, i corsi venduti come miracoli (soprattutto quelli vegani inutilmente complicati), i balletti e i versi di piacere mentre si mescola un sugo, i commenti forzati per un algoritmo capriccioso… tutto contribuisce a rendere Instagram sempre più tossico. Promette connessione e ispirazione, ma spesso dietro c’è solo guadagno e soldi.
È davvero ancora utile? O è arrivato il momento di disinstallare e tornare a una vita più autentica, lontano dal teatrino del feed perfetto? A breve prenderò una decisione. E’ ora. Mi sono stancata di certe pagliacciate. O abbandonare o fare qualche modifica, se possibile per evitare di vedere certe scene penose. Alcuni contatti li ritengo preziosi e mi dispiacerebbe perderli ma il contorno…

Viera Vodrazkova

Un uomo non può cambiare il mondo, ma un uomo può diffondere un messaggio che cambierà il mondo.

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